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I LABORATORI DEL SAPERE SCIENTIFICO nelle SCUOLE TOSCANE

La storia dell'Azione regionale di Sistema per l'innovazione didattica

 

Il Progetto l'Educazione Scientifica nella scuola (2000- 2006) si avvalse, fin dalla sua nascita, del lavoro dei Centri Risorse Educative e Didattiche (CRED) della Provincia di Pisa, del Comune di Scandicci (che aveva realizzato la straordinaria collaborazione di un fisico - Carlo Bernardini - con le maestre delle scuole per l'infanzia) e, inizialmente, anche del Centro di Documentazione della Comunità Montana dell'Amiata.

Il Progetto utilizzò la collaborazione di operatori informatici ed esperti in metodologie educative e si avvalse, fin dalla sua nascita, del supporto di un Comitato Scientifico, composto da almeno un docente di Facoltà Scientifiche rappresentanti per ciascuno dei tre Atenei toscani (Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Pisa, Università degli Studi di Siena), nonché di rappresentanti del Polo Scientifico e Tecnologico dell'Università di Firenze OpenLab e da almeno un docente per ciascuna delle associazioni professionali degli Insegnanti con sede in Toscana (ANISN, CIDI, DD-SCI, UCIIM).

Gli esperti del Comitato, attraverso un'ampia e animata discussione in merito a quali potessero essere i criteri che definivano una "metodologia didattica innovativa nell'insegnamento scientifico e matematico", ne individuarono alcuni, ovvero, per la scuola primaria:

  • Approccio fenomenologico-induttivo (né libresco, né sistematico-deduttivo)
  • Percorsi su esperienze (non successione casuale di esperimenti)
  • Introduzione di elementi di teorizzazione (concettualizzazione)

Analogamente, per la scuola secondaria:

  • Approccio fenomenologico-induttivo (né libresco, né sistematico-deduttivo)
  • Percorsi basati su esperienze (non successione casuale di esperimenti), attività e problemi
  • Presenza di Elementi di teorizzazione (quantificazione e modellizzazione)

 

Sulla base di questi criteri, furono elaborate due Griglie di Documentazione (una per la scuola primaria e una per la scuola secondaria) per raccogliere le testimonianze dei protagonisti di esperienze condotte nelle scuole che si andavano "visitando" su segnalazione di enti e gruppi di ricerca (IRRE, gruppi SET dei Provveditorati agli Studi della Toscana, CIDI, AIF, ANISN, UCIIM e altre associazioni di insegnanti).

Furono esaminate e raccolte numerose esperienze, e quelle "validate", cioè quelle che corrispondevano ai criteri sopra descritti, furono inserite in una Banca Dati regionale, dove sono ancora oggi disponibili visualizzando la "lista delle esperienze" presenti sul sito di web learning del Progetto Trio.

 

LA CRONISTORIA

 

Le premesse di un'azione di sistema

L'evoluzione dell'intervento regionale, nella direzione di superare la fase di "Progetto" e approdare ad una fase di "Azione di Sistema" fu suggerita, e al contempo resa possibile, da alcuni fattori:

  • l'istituzione dell'Autonomia Scolastica che, aprendo la prospettiva di un nuovo sistema di governo della scuola, ha assegnato responsabilità di iniziativa dirette e autonome alle scuole nel campo della ricerca e dell'innovazione didattica, finalizzate al "successo formativo" (art.1 e art 6. Regolamento Autonomia, DPR. 275/1999);
  • la discussione, aperta a livello nazionale nel Gruppo Interministeriale per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica, sostenuta da un'ampia e diffusa ricerca pedagogico-didattica;
  • la presenza, in Toscana, di Progetti Nazionali di iniziativa ministeriale che affrontavano il problema del rinnovamento nell'insegnamento della Matematica Mat@bel e delle Scienze Sperimentali ISS.

 

In più occasioni di confronto, sia a livello regionale che nazionale, è emerso che la Toscana disponeva di una serie di "modelli operativi" per l'attuazione di una didattica innovativa nell'insegnamento della matematica e delle scienze che, qualora proposti alle Autonomie Scolastiche e introdotti adeguatamente nel sistema di istruzione toscano, avrebbero potuto contribuire alla generalizzazione quegli esiti positivi che il progetto di Educazione scientifica della Regione aveva già evidenziato, ma limitatamente alla realtà di singole scuole, o per il lavoro di singoli insegnanti.

Nelle numerose iniziative di valorizzazione delle esperienze innovative evidenziate dal Progetto e organizzate dall'Assessorato regionale nelle diverse città della Toscana, furono portati a maturazione quei processi di "integrazione" con gli interventi condotti dai Progetti Nazionali in sede regionale, fino a delineare e realizzare una vera e propria iniziativa comune, organizzata con l'Ufficio Scolastico Regionale e rivolta a tutti i dirigenti scolastici della Toscana (2009) che contribuì alla messa a punto di un nuovo intervento regionale da proporre a tutte le scuole: la realizzazione di un modello didattico-organizzativo, dedicato all'innovazione (ricavato, appunto, dalle "buone pratiche" delle scuole toscane, dalle esperienze progettuali nazionali e dal dibattito intrapreso all'interno dello stesso Gruppo Interministeriale per lo sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica) per la costituzione nelle scuole dell'Autonomia di Laboratori del Sapere Scientifico (LSS), intesi come "gruppi permanenti di ricerca/sviluppo, formati dagli insegnanti di area scientifico-matematica di uno stesso istituto, che intendano ricercare, progettare, sperimentare, verificare e documentare pratiche curriculari innovative nelle rispettive discipline, finalizzate al miglioramento dell'apprendimento degli alunni".

Il nuovo intervento regionale, per mettere a sistema l'esperienza maturata attraverso l'azione progettuale, si esplica attraverso l'emanazione di un primo Avviso pubblico (DD 5306/2010) rivolto alle scuole di ogni ordine e grado che intendano realizzare il modello di LSS. Al primo avviso ne seguiranno altri due (DD 3520/2012 e DD 2329/2013). Il sostegno regionale all'attuazione del modello LSS prevede attività di accompagnamento, monitoraggio e valutazione da parte di un Comitato Scientifico, appositamente costituito per la regia e il supporto dei LSS e l'erogazione di un contributo finanziario (5.000 €, a complemento dei fondi messi a disposizione dalla scuola stessa per incentivi, formazione, documentazione, sussidi didattici), per un periodo di tre anni.

 

L'Azione di Sistema 2010-2016

La composizione del Comitato Scientifico (CS) che funziona da "cabina di regia" dell'Azione regionale mantiene le caratteristiche che aveva nella prima di attuazione del Progetto: sette docenti Università toscane, cinque professori rappresentanti di associazioni professionali con competenze scientifiche e didattiche corrispondenti alle aree disciplinari dell'intervento regionale e una Coordinatrice. Il CS viene integrato, inoltre, con due rappresentanti del Gruppo di Pilotaggio Regionale del Piano Nazionale ISS (Insegnare Scienze Sperimentali) e un rappresentante del Comitato scientifico di Mat@bel (Matematica. Apprendimenti di base con e-learning).

Vengono concordati e messi a punto gli elementi fondamentali (coerenti con i criteri a suo tempo utilizzati per l'individuazione di esperienze innovative) che dovranno caratterizzare l'innovazione e che vanno a costituire altrettanti suggerimenti per la costituzione, all'interno di ciascun Istituto, del Laboratorio del Sapere Scientifico:

  • rinunciare all'illusione di un insegnamento enciclopedico per concentrarsi sui "saperi essenziali", cioè sui saperi fondamentali in ciascuna disciplina e, contemporaneamente, adeguati alle capacità cognitive degli alunni nelle diverse età (Approccio fenomenologico-induttivo, né libresco, né sistematico-deduttivo);
  • progettare percorsi operativi concreti individuando le attività da svolgere con i ragazzi e le richieste da rivolgere loro, scegliendo e costruendo i materiali didattici più opportuni (Percorsi su esperienze, non successione casuale di esperimenti);
  • sollecitare atteggiamenti di problematizzazione sui fenomeni osservati che conducano alla formulazione di ipotesi e all'introduzione di elementi di concettualizzazione (Introduzione di elementi di teorizzazione /concettualizzazione);
  • considerare le attività di formazione e documentazione, costitutive della vita di LSS, decisive e per l' innovazione.

Vengono individuate attività di accompagnamento e monitoraggio a supporto alla costituzione dei LSS nelle scuole, in stretta relazione con le "specifiche modalità attuative"esplicitate negli articoli dell'Avviso regionale, si definiscono strumenti e criteri di valutazione delle attività di ricerca/sviluppo in LSS e per la validazione (al termine del terzo anno) dei "prodotti" didattici realizzati nelle scuole.

L'Azione regionale LSS prevede, quale supporto al lavoro del Comitato Scientifico, una segreteria organizzativa e Operatori del Monitoraggio, messi entrambi a disposizione dalla Regione Toscana tramite il CRED (Centro Risorse Educative e Didattiche) del Comune di Scandicci , coinvolto nell'azione fin dal suo esordio.

 

Le attività dell'Azione di Sistema 2010-2016

Il Comitato Scientifico ha svolto ogni anno, su richiesta delle scuole, l'attività di accompagnamento on-line, questo lavoro di supporto alle scuole è stato garantito dai sedici membri del CS, che si sono suddivisi le scuole entrate a far parte dell'Azione regionale. Questo importante lavoro di supporto, realizzato "on-line", come sopra specificato, è stato prestato dai sedici membri del CS, a titolo gratuito, infatti ai membri del CS è stato riconosciuto, nel corso degli anni, solo il rimborso spese per l'effettiva partecipazione alle riunioni.

Le scuole che hanno beneficiato del supporto dei membri del CS sono state:

Anno scolastico 2010-11: 43 scuole

Anno scolastico 2011-12: 73 scuole

Anno scolastico 2012-13: 107 scuole

Anno scolastico 2013-14: 107 scuole

La professoressa Elena Bonaccorsi del CS, inoltre, ha costruito e reso disponibile anche un sito ad hoc, ad uso delle scuole, dove si trova una dettagliata descrizione della proposta regionale e dove sono presenti indicazioni sui vari step per procedere nella costituzione e azione del LSS.

Per l'attività di monitoraggio il CS ha predisposto delle schede-guida ad uso degli operatori specificamente dedicati e formati.

Le scuole monitorate, distribuite in tutte le province della Toscana, sono state:

43 nel 2011

73 nel 2012

77 nel 2013

81 nel 2014 (attività in corso)

Il monitoraggio, che viene garantito ogni anno nel periodo maggio/ottobre, consiste nella raccolta di dati e documentazione su:

  • attività del Dirigente Scolastico rispetto agli impegni assunti al momento della "candidatura";
  • costituzione e consistenza del gruppo LSS;
  • rispetto o meno delle "specifiche modalità attuative" del LSS, indicate nell'Avviso regionale;
  • svolgimento ed esiti dell'attività di formazione;
  • organizzazione del gruppo e livello di condivisione di obiettivi per l'innovazione: il "diario di bordo" della vita del gruppo;
  • progettazione/realizzazione di "percorsi" didattici nelle classi e loro verifica/valutazione.

Il monitoraggio nelle scuole al secondo anno di esperienza in LSS raccoglie anche una prima documentazione dell'attività realizzata nelle e con le classi, secondo alcune specifiche indicazioni offerte alle scuole dal CS.

Per le scuole al terzo anno è stata prevista invece la raccolta generalizzata e sistematica della documentazione dei "prodotti didattici" di LSS secondo le schede di rilevazione dati specificatamente predisposte dal Comitato Scientifico.

La Segreteria del CS ha curato i rapporti con le scuole per la messa a punto dei calendari delle "visite di monitoraggio", la raccolta della documentazione preliminare alla visita, l'archiviazione dei materiali raccolti dagli Operatori durante i colloqui, il loro invio ai membri del CS prima di ciascuna delle riunioni del CS. Le riunioni del CS per la valutazione annuale delle attività svolte nei LSS sono state convocate annualmente nel periodo settembre/dicembre.

Nel corso delle riunioni di valutazione, i membri del CS hanno esaminato tutti i materiali raccolti, discusso ed espresso una valutazione sull'attività del primo e del secondo anno di ciascun LSS, basata sui materiali raccolti dagli operatori del monitoraggio.

Hanno quindi proceduto alla messa a punto di un giudizio sintetico: soddisfacente, sufficiente o non-sufficiente, che viene poi esplicitato e articolato su tre voci:

  • Consistenza e organizzazione del gruppo di docenti del Laboratorio del Sapere Scientifico
  • Ruolo esercitato dal Dirigente nel promuovere e sostenere il gruppo di ricerca/sviluppo
  • Incentivazione e rilievo attribuiti nell'Istituto al Laboratorio del Sapere Scientifico
  • Documentazione percorsi progettati/effettuati

Il giudizio, formulato in modo da promuovere il più possibile la partecipazione delle scuole alla proposta dell'Azione regionale, chiarendone ulteriormente le condizioni, è stato ogni anno trasmesso con lettera a firma del Coordinatrice del CS a ciascun istituto interessato, agli Uffici del Settore Istruzione-Educazione della Regione e al membro del CS che ha "accompagnato" on line l'attività della scuola.

Ogni anno entro il mese di dicembre la Coordinatrice del Comitato scientifico ha redatto un REPORT delle diverse attività, dei problemi e delle eventuali proposte, che ha inviato a nome del Comitato stesso all'Assessorato regionale competente.

 

Il FUTURO: la PIATTAFORMA WEB e la RETE TOSCANA LSS

 

Prove di sostenibilità dell'Azione Regionale

Col progredire dell'azione di sistema, è risultato sempre più chiaro quanto, per un insegnamento scientifico efficace, sia fondamentale:

  • Raccogliere la memoria del lavoro svolto, in particolare le piste di lavoro ritenute più significative per costruire un centro di documentazione e ricerca didattica nella scuola;
  • Dare valore agli ambienti in cui si apprende, impegnandosi a renderli accoglienti e funzionali alla nuova impostazione didattica.

La realizzazione, da parte delle scuole, del modello LSS proposto negli avvisi regionali che si sono susseguiti a partire dal 2010, ha comportato un insieme di azioni di tipo formativo, operativo, organizzativo – un vero e proprio kit di risorse/azioni/interventi/prodotti a livello di singoli istituti – che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno sostanziato l'azione di sistema, entro la quale l'intervento della Regione si è configurato come un'efficace misura di supporto allo sviluppo della qualità dell'istruzione in ambito matematico-scientifico nelle scuole autonome della Toscana.

A conclusione della fase di impianto, al termine quindi dei primi tre anni di operatività dei Laboratori del Sapere Scientifico realizzati con il contributo regionale, la Regione Toscana si è posta l'obiettivo rendere accessibile, in modo strutturato, la documentazione che evidenzia le ricadute dei Laboratori del Sapere Scientifico sul sistema scolastico regionale. I prodotti dei gruppi di ricerca didattica attivati nelle scuole sotto l'impulso del "vettore" LSS, sono quindi confluiti in questa Piattaforma Web che raccoglie tutti i materiali e le esperienze realizzate dalle scuole a partire dal primo Avviso regionale.

La piattaforma costituisce un utile strumento per la condivisione delle buone pratiche sviluppate nell'ambito dell'Azione regionale e un valido aiuto alle scuole che, pur non avendo beneficiato del supporto scientifico e finanziario della Regione Toscana, possono accedere liberamente ai prodotti didattici, alla descrizione dei percorsi e avviare un dialogo con le scuole che hanno portato a termine il percorso triennale.

La piattaforma potrà dunque essere utilizzata anche per le attività della "Rete Toscana Scuole LSS" che si è costituita per iniziativa delle scuole giunte al termine dei tre anni di "percorso assistito" e che hanno messo a sistema il Laboratorio del Sapere Scientifico nel proprio istituto.

La Rete LSS, costituita con la finalità di consolidare i gruppi di ricerca già presenti nelle singole scuole e di disseminare il modello LSS in tutte le scuole toscane coinvolge, al momento, 21 Istituzioni scolastiche, sia primarie che secondarie. E' coordinata dall'Istituto di Istruzione Superiore Ernesto Balducci di Pontassieve (FI) e intende sviluppare azioni di promozione e supporto del modello LSS, attraverso la promozione di seminari provinciali o zonali per la disseminazione di LSS, attività di formazione nelle singole scuole e supporto alla documentazione di nuovi prodotti dei Laboratori del Sapere Scientifico.


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